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Saturday, January 23, 2010

New York: Moderate Muslim wife beheader says the beheading was justified because his wife was mean to him

Muzzammil Hasan: Islamic supremacist wuss. Note the typical Islamic supremacist shifting of blame and responsibility to the victim.

This was mentioned in this post, but this story highlights it, and it is worth highlighting this absurdity: "NY man accused of beheading claims he was battered," by Carolyn Thompson for The Associated Press, January 22
BUFFALO, N.Y. -- The founder of an Islam-oriented television station who is accused of beheading his wife was abused by her for years, according to his lawyer, who said Friday he will pursue a defense combining that justification as well as psychiatric claims.

Defense attorneys' claims that Muzzammil Hassan was victimized by his wife drew a blunt response from District Attorney Frank Sedita after a hearing Friday.

"He chopped her head off," Sedita said. "He chopped her head off. That's all I have to say about Mr. Hassan's apparent defense that he was a battered spouse."...

"The spouse was the dominant figure in this relationship," attorney Frank Bogulski said outside the courtroom. "He was the victim. She was verbally abusive. She had humiliated him."

Nancy Sanders, a former news director at Bridges TV, was skeptical of the abuse claim, noting the stocky Hassan stood over 6 feet tall and "filled a doorway," while Aasiya was slender and several inches shorter.

"I never ever heard her disparage him in the workplace at all," Sanders said. "It just did not seem to be in her nature. She was very gentle."...

A comment at the Houston Chronicle's posting of this AP story sums up Hassan's defense: "I heard that even to the end the wife was abusing him. For example, the bones in her neck gave him some bad scratches while he was hacking her head off."

With thanks to JihadWatch





Monday, April 20, 2009

ISLAM SOTTO PROCESSO: CHE SIGNIFICATO HA LA DECAPITAZIONE DI BUFFALO

Buffalo

Khalim Massoud, Presidente dell'Associazione internazionale Islamici Contro la Shari'a:

'Non c'è alcun dubbio che la decapitazione di Buffalo [in cui il marito Muzzamil ha ucciso la moglie Aasyia] è un Onoricidio - noi degli Islamici Contro la Shari'a preferiamo questo termine a 'Delitto d'onore Decapitare non è solo un omicidio, è un rituale. È una forma di controllo e umiliazione della famiglia che è 'andata sopra le righe', e in questo caso [la decapitazione di Buffalo], la moglie lo ha fatto ottenendo un Ordine di protezione [dalla Polizia] e pianificando il divorzio dal marito.

La signora Pappas deve essere lodata per aver detto pane-pane vino-vino. Il clima 'politicamente corretto' attuale costituisce un pericolo per le future vittime. Cercare di scindere gli aspetti culturali/religiosi dall'Onorcidio, impedisce di contestualizzarlo. Molti Media evitano di affrontare l'argomento per paura di essere etichettati quali 'islamofobi', mentre due donne coraggiose, come Marcia Pappas e Phyllis Chesler, hanno affrontato onestamente il soggetto. Esse sono state condannate da coloro che si sono sentiti vittime delle asserzioni [pronunciate dalle due donne], e ci si è sentiti vittime perchè 'i panni sporchi di Casa islamista sono stati lavati pubblicamente'. Le donne americane islamiche sono in grave pericolo perchè la Lobby islamica, con il supporto dei Media, desidera far credere che i Delitti d'onore non esistono.

L'Onoricidio non ha alcun posto nel Mondo moderno, e specialmente in Occidente. Deve essere affrontato chiaramente, e non fatto passare per 'regolare' Violenza domestica. Circa un anno fa l'Associazione Islamici Contro la Shari'a ha dato avvio alla Campagna 'Basta agli Onoricidi!'. L'obiettivo è di categorizzarli come Delitti mossi dall'odio. Il caso di Buffalo è l'esempio perfetto per spiegare come mai l'Onoricidio debba essere considerato un Crimine compiuto per motivi d'odio: il sospetto [marito] è stato condannato per Omicidio di secondo grado; se l'Onoricidio fosse considerato come Crimine commesso per motivi d'odio, il sospetto sarebbe stato accusato d'Omicidio di primo grado.' (Khalim Massoud, Presidente dell'Associazione internazionale Islamici Contro la Shari'a)

G razie Kahlim! Che sospiro di sollievo! E com'è piccolo il mondo: proprio ieri sono stata intervistata da un reporter dell'Associated Press sulla decapitazione di Buffalo; si voleva sapere se fosse stata o no un Delitto d'onore, e sul perché abbia generato tante controversie. In mattinata invece, ho pubblicato un articolo sulla Maratona e Conferenza di 'Una Legge per Tutti', tenutesi a Londra per contrastare la Legge della Shari'a. Sembra che il reporter dell'Associated Press avesse appena chiesto all'Associazione Islamici Contro la Shari'a cosa ne pensasse, e mi è appena stata spedita la risposta.

Articolo originale:

M aryam Namazie, la femminista islamica fondatrice di 'Una Legge per Tutti', un Gruppo che si oppone alla Legge della Shari'a, ha pubblicato un Rapporto con immagini e un video della Maratona tenutasi a Londra [ vedere Sito onelawforall.com.uk ] .

  Ho amato in particolare i suoi cartelloni: 'Basta al Razzismo e al Relativismo culturale', 'La Shari'a è discriminante verso le donne', 'Diritti uguali per tutti' e 'No all'Apartheid sessuale'. A giudicare dalle immagini, alla Manifestazione e Conferenza erano presenti sia uomini che donne, sia islamici, che ex-islamici, che non-islamici. Ho apprezzato il fatto che Namazie abbia descritto la Maratona come una 'Maratona anti-razzista contro la Shari'a e le Leggi basate sulla Religione in Gran Bretagna e altrove'. Una riflessione ispirata.

  E in più, ho apprezzato il fatto che non ci sia stata violenza, e nemmeno minacce di violenza, e nemmeno segni demonizzanti di America o Israele; assolutamente nessuna digressione dal tema che era stato stabilito.

  La Maratona di Namazie e l'Incontro pubblico, hanno visto protagonisti oratori della Southall Black Sisters e Donne Contro il Fondamentalismo; del Concilio Centrale dell'Associazione 'Uguali Diritti Ora', che si batte contro la discriminazione delle donne in Iran; della Islamici Democratici; della Islamici Britannici per una Democrazia Secolare; della 'Una Legge per Tutti'; e di tanti altri Gruppi. Ci sono stati oratori quali Kenan Malik, Naser Khader, A.C. Grayling, Terry Sanderson, Sohaila Sharifi, Yasmin Alibhai-Brown, eccetera.

  Mi chiedo cosa queste persone avrebbero da dire in merito ai Delitti d'onore in generale, e in merito alla decapitazione di Buffalo nello specifico, che è stato un incidente crudele, di cui è stata data informazione. (Notizia dell'ultimo minuto: la Presidente dello Stato di New York, Marcia Pappas, è stata appena attaccata di nuovo, e questa volta da parte di una coalizione di lavoratori nel campo della Violenza domestica. È stata attaccata per aver definito il crimine di Buffalo un Delitto d'onore, e per averlo relazionato all'Islam. Questo sarà il soggetto di discussione di un blog futuro).

  Immaginatevi: Organizzazioni islamo-americane, femministe e Attivisti nel campo della Violenza domestica, stanno insistendo che Violenza domestica è uguale a Feminicidio, che picchiare è la stessa cosa di decapitare, e che non ci sono vantaggi, ma solo svantaggi, nel cercare di mettere a fuoco in modo particolare le diverse vittime di violenza.

Ma una Casa d'accoglienza per donne islamiche fuggite a Feminicidio potrebbe aver bisogno di particolarità differenti rispetto a una Casa per donne ebree-ortodosse, cattoliche o protestanti. Per esempio, potrebbe aver bisogno di una Cucina halal, Assistenti sociali che sappiano parlare l'arabo, il farsi, il pashto, l'hindi, l'urdu e il curdo, anche a livello base; potrebbe aver bisogno di mullah e imam che abbiano già iniziato a lavorare per Campagne contro la Violenza domestica e contro i Feminicidi/Delitti d'onore, al fine di poter consigliare le donne; potrebbe aver bisogno di supporti legali che mostrino comprensione per queste vittime, le quali, per opposizione alle vittime di altre Culture e di altre Fedi, potrebbero aver bisogno di un Programma federale per la Protezione dei Testimoni. 

  Lasciatemi citare Namazie: 'Non rimaremmo passivi di fronte al Governo britannico, che sta relegando una gran fetta della Società a [essere giudicata presso] Tribunali vergognosi, che lavorano con Leggi regressive, che compiacciono gli islamisti qui o altrove. In Gran Bretagna, metteremo in ginocchio il Movimento politico islamista.'

DELITTO D'ONORE DIMOSTRATO

[ http://pajamasmedia.com/phyllischesler/2009/03/12/vindicated-by-muslims-against-sharia-law/  ]

Phyllis Chesler

Occasionalmente, se un pensatore attivista vive abbastanza a lungo, e lotta fino alla fine, potrebbe arrivare il momento in cui vede le sue parole dimostrate. Per me ciò è avvenuto ieri sera.

Ieri, ho completato l'Inserto per la National Review sui Delitti d'onore/'Onoricidi', che appare oggi, e che potete leggere tutti. Ho anche sostenuto un'intervista con uno dei Media principali in merito al soggetto, che sarà diffusa domani.

E ora, ho un numero considerevole di alleati. Una di loro è certamente la Presidente dello Stato di New York, Marcia Pappas, che attualmente è anche lei attaccata per aver collegato la decapitazione di Buffalo con i Delitti d'onore e l'Islam, e persino con il Terrorismo islamico.

In modo particolare, ieri è stata attaccata da una coalizione di otto Studi di 'assistenza legale per le vittime della Violenza domestica' del Distretto di Erie, dove è avvenuta la decapitazione di Buffalo. Ho immediatamente pubblicato un blog che parla del soggetto, (anche se meriterebbe di essere trattato più lungamente), ma ho particolarmente lodato la Maratona che si è tenuta a Londra, sponsorizzata dall'Associazione One Law For All [Una Legge Per Tutti].

Ed ecco: un secondo onorevole alleato mi ha scritto. Desidero condividere quello che ha detto. Il suo nome è Khalim Massoud, e è il Presidente dei Muslims Against Sharia Law [Islamici Contro la Legge della Sharia], un'Organizzazione internazionale. Dopo aver letto il mio blog più recente, mi ha scritto quanto segue:

Non c'è alcun dubbio che la decapitazione di Buffalo [in cui il marito Muzzamil ha ucciso la moglie Aasyia] è un Onoricidio - noi degli Islamici Contro la Shari'a preferiamo questo termine a 'Delitto d'onore Decapitare non è solo un omicidio, è un rituale. È una forma di controllo e umiliazione della famiglia che è 'andata sopra le righe', e in questo caso [la decapitazione di Buffalo], la moglie lo ha fatto ottenendo un Ordine di protezione [dalla Polizia] e pianificando il divorzio dal marito.

La signora Pappas deve essere lodata per aver detto pane-pane vino-vino. Il clima 'politicamente corretto' attuale costituisce un pericolo per le future vittime. Cercare di scindere gli aspetti culturali/religiosi dall'Onorcidio, impedisce di contestualizzarlo. Molti Media evitano di affrontare l'argomento per paura di essere etichettati quali 'islamofobi', mentre due donne coraggiose, come Marcia Pappas e Phyllis Chesler, hanno affrontato onestamente il soggetto. Esse sono state condannate da coloro che si sono sentiti vittime delle asserzioni [pronunciate dalle due donne], e ci si è sentiti vittime perchè 'i panni sporchi di Casa islamista sono stati lavati pubblicamente'.

Le donne americane islamiche sono in grave pericolo perchè la Lobby islamica, con il supporto dei Media, desidera far credere che i Delitti d'onore non esistono.

L'Onoricidio non ha alcun posto nel Mondo moderno, e specialmente in Occidente. Deve essere affrontato chiaramente, e non fatto passare per 'regolare' Violenza domestica. Circa un anno fa l'Associazione Islamici Contro la Shari'a ha dato avvio alla Campagna 'Basta agli Onoricidi!'. L'obiettivo è di categorizzarli come Delitti mossi dall'odio. Il caso di Buffalo è l'esempio perfetto per spiegare come mai l'Onoricidio debba essere considerato un Crimine compiuto per motivi d'odio: il sospetto [marito] è stato condannato per Omicidio di secondo Grado; se l'Onoricidio fosse considerato come Crimine commesso per motivi d'odio, il sospetto sarebbe stato accusato d'Omicidio di primo Grado.'

Khalim Massoud,
Presidente
Islamici Contro la Sharia

Commenti dei lettori

a. Grazie signor Massoud e a lei signora Chesler per i vostri sforzi. La signora Pappas ha veramente coraggio e spina dorsale ad esprimersi in merito a questo tema. I vostri sforzi in ambito Educativo sono molto importanti.

b. Nel suo libro 'Cultura e Conflitto nel Medio Oriente', l'antropologo Philip Salzman fa notare che nonostante siano generalmente i maschi a portare a termine il Delitto d'onore violento, ciò avviene su richiesta ed insistenza di una femmina. Il padre potrebbe non amare cosa sta facendo sua figlia, ma é sua moglie che lo spinge ad uccidere la figlia. Questa è una differenziazione sostanziale fra Delitto d'onore e Violenza domestica. 

c. Scusate, ma cosa significa? Che gli uomini sono incapaci di pensare con la loro testa e che le donne sono senza cuore? O cosa? È capitato all'antropologo citato di considerare sotto quale pressione debba vivere una donna (islamica)? Deve essere impeccabile, pensare impeccabilmente, agire impeccabilmente, dire cose impeccabili, al momento giusto ...: non è piuttosto che qualcuno le suggerisce di 'procedere ad un omicidio', se vuole continuare ad essere considerata 'impeccabile'? Intendo: dove sta la radice del Male? Nella donna? [(...). In una Società gestita dagli uomini, la donna deve fare ogni genere di cose (solo) per (riuscire a) sopravvivere. Magari diventare un Essere malvagio è un modo per sopravvivere? Oppure aveva ragione il Profeta (Mohammad) quando diceva '... e ho guardato verso l'Inferno ed era pieno di donne'? In breve: credo che l'analisi antropologica sia altamente insufficiente.]

d. Complimenti per la dimostrazione. Un piccolo passo per il genere femminile .... E, per quanto riguarda Salzman: non mi interessa chi abbia 'richiesto' a qualcuno di commettere un simile atto criminale, per motivi d'odio. Il fatto che ci sia complicità e premeditazione indica che l'Onoricidio è un assassinio intenzionale, e non un omicidio di secondo Grado. È tempo di abolire queste sentenze rispettose della Sharia e è tempo di perseguire (i crimini) in base alla Legge in vigore!

e. Il secondo interlocutore ha ragione: il Delitto d'onore in queste Società retrograde, come il Pakistan, è in genere incoraggiato dalle donne della famiglia, e nella maggior parte dei casi, sfortunatamente, è una questione madre-figlia, per cui comincia ad aleggiare una sorta di pettegolezzo, in base al quale il maschio (o i maschi) viene incoraggiato a compiere il fatto. Non che egli non sia da biasimare, al contrario, ma la dinamica va riconosciuta.

Va realizzato che queste madri sono state esse stesse brutalizzate, e sono entrate a far parte di quella parte di Islam che pratica il Culto della Morte e l'Abuso sulle Femmine. Nell'Islam viene praticata la circoncisione femminile, e nel Sudan la totale rimozione dei genitali. Il 95% delle egiziane è soggette a questa tortura.

Come ha detto la signora Chesler, dobbiamo cominciare a combattere contro questi Crimini nei Paesi in cui siamo liberi e le donne sono coraggiose: qui questi Crimini non devono avere alcuno spazio.

f. La prima cosa da ricordare è che le donne che vivono sotto la Sharia non conoscono nient'altro. Non sono donne occidentali intrappolate in una Cultura aliena, in attesa di essere salvate. Non si sopravvive in una Società brutale, senza diventare brutali a propria volta. Questo include il diventare vendicativi, indipendentemente dall'entità del vantaggio di cui si beneficerà in seno alla famiglia, a livello di potere. Questo accade generalmente a discapito di altre femmine della famiglia. Le donne non sono meno umane degli uomini, e in Culture statiche come quella islamica, la vita (dalle donne) viene vissuta in base al soddisfacimento delle necessità immediate.

GLI ONORICIDI SIANO RICONOSCIUTI COME DELITTI DI PRIMO GRADO

Campagna degli Islamici Contro la Sharia per fare riconoscere gli 'Onoricidi' come crimini di primo grado (intenzionali, mossi dall'odio)  

[ http://pointdebasculecanada.ca/spip.php?article989  ]

Annie Lessard, Marc Lebuis

  Per Khalim Massoud, Presidente degli Islamici Contro la Sharia, non c'è alcun dubbio: il recente caso di decapitazione di Buffalo è un 'Onoricidio', un termine che ha preferito a Delitto d'onore. Egli denuncia la rettitudine politica che definisce 'islamofobo' qualsiasi riferimento ai Crimini d'onore/'Onoricidi'. Nascondere le radici culturali/religiose del Delitto d'onore/'Onoricidio' impedisce di trovare le soluzioni al problema. L'Onoricidio è un crimine motivato dall'odio, e dovrebbe essere trattato come tale.

Il mese scorso, Muzzamil Hassan, fondatore della Bridge TV a Buffalo, a decapitato sua moglie Aasiya Hassan. Vittima di Violenza coniugale, aveva ottenuto un Mandato di protezione stipulante che il marito doveva lasciare il domicilio familiare, ed aveva deposto una richiesta di divorzio.

Come è stato il caso per altri Crimini d'onore, le Lobbies islamiste e i Gruppi anti-razzisti hanno insistito perchè i Media evitassero di parlare di 'Crimine d'onore', un'espressione delicata, secondo loro, che avrebbe stigmatizzato un'intera Comunità [quella islamica].

Di recente, la rivista Toronto Life ha pubblicato un articolo sulla morte di Aqsa Parvez, vittima del primo Crimine d'onore in Canada. Per questo articolo, l'Editrice capo Sarah Fulford è stata oggetto di una Campagna denigratoria da parte del Gruppo anti-razzista Urban Alliance on Race Relations [Alleanza Urbana per le Relazioni Razziali]. La si è accusata di razzismo e di islamofobia per il suo uso del termine 'Crimine d'onore'.

Numerosi Gruppi per la difesa dei Diritti e Gruppi femministi considerano anch'essi il termine 'Crimine d'onore' come discriminante. Il modo 'politicamente corretto' d'affrontare il problema equivale ad annegare il problema nel fenomeno più generale della Violenza domestica, cosa che impedisce l'elaborazione di una strategia utile a prevenire questi Crimini, i quali sono ancorati in Culture e Credenze religiose specifiche.

Ci si può felicitare con la Comunità sikh della Columbia britannica, che ha avuto il coraggio di affrontare questo problema. Nel 2006, in seguito ad una serie di Crimini d'onore tragici, il Ministro della Giustizia della Provincia, il sikh Wally Oppal, ha preso l'iniziativa di organizzare un Forum pubblico, in cui non ha esistato a parlare della violenza endemica verso le femmine, esistente nella Comunità indo-canadese e degli elementi culturali che la fondano .

Lontano dal voler attirare uno sguardo stigmatizzante sulla Comunità sikh, Wally Oppal ha guadagnato rispetto in seno alla sua Comunità e in seno alla Società canadese.

Dire che decapitare la propria moglie, è male, ma che criticare l'Islam è peggio, è un'attitudine condannata da alcune femministe (le non-relativiste) e da alcuni islamici progressisti, di cui il Gruppo Islamici Contro la Sharia (MASH). Il Gruppo MASH ha per obiettivo di far riconoscere quello che chiama 'Onoricidio', come un crimine di primo Grado, intenzionale, mosso dall'odio.

Abbiamo tradotto l'articolo dell'americana Phyllis Chesler [...], che non ha esistato a stabilire un nesso fra la decapitazione di Aasyia Hassan e l'Islam, ciò che le è valso il sostegno di MASH, per cui la decapitazione è un 'Crimine rituale'.

Ecco un estratto del commento dell'utente Helios d'Alessandria, che parla di Aasiya Hassan:

…ma ecco [per Aasyia Hassan, in Occidente] la libertà, e la possibilità di fare rispettare i suoi Diritti, cosa che l'ha portata a saggiare il proibito, ovvero, a divorziare dal marito, contravvenendo allo spirito e ai dettami della Sharia.

La signora, senza saperlo e senza volerlo, ha rinnegato l'Islam e si è meritata, di conseguenza, la sorte degli apostati.

Non è dunque un caso che suo marito l'abbia pìamente decapitata. Egli ha seguito fedelmente l'ingiunzione coranica, e l'ha 'colpita al collo' (sgozzata, decapitata), colei che, in base alle sue azioni, ha sparso 'la corruzione sulla Terra' [ha lasciato l'Islam/la Sharia].

Si tratta di un Omicidio rituale.

Source: Pajamas Media
Translated into Italian by FFFFF

Sunday, March 29, 2009

Muslim Women in U.S. Struggle to Balance Western Freedoms and Islamic Culture

Muslim Women

By Ruth Ravve

DEARBORN, Mich. — The "call to prayer" is a sound heard five times a day in this city, but this is not the Middle East. It’s Dearborn, Michigan — which has the largest Arab-American population in the U.S.

Like other immigrant groups, many came here years ago in search of a better life. In the past few decades, the auto industry needed workers, so Michigan became a top destination.

Over time, thousands of the Muslim faithful from around the world settled here, opening shops and restaurants and turning Dearborn into a heavily Muslim-influenced community, replete with mosques in every section of town and traditional foods from places like Pakistan and Syria.

But while there are plenty of comforts from their home countries, Muslim women say they’re constantly caught balancing their lives between the freedoms they have in Western culture and the restrictions they face from religious and societal pressure. They worry about whether they’re following the habits of "a good Muslim woman."

Zeinab Fakhreddine, a Lebanese-American woman raised in Dearborn, walks down the street wearing a traditional two-piece suit and a Muslim headscarf, called a hijab. The scarf covers her hair and tightly frames her face. She says the hijab was designed as a way to honor women in Islam, by concealing their beauty.

In her community, she says, so many women are dressed this way, nobody looks twice at her. "It's kind of like a comfort zone in Dearborn, but when you leave here, it kind of becomes very different."

Outside Dearborn, it's a different story.

Despite the fact that Islamic groups are growing in major cities in the U.S., many Muslim women living here say assimilating into Western culture is still very difficult.

Many of the immigrant women come to the United States from Muslim countries where they have few rights. Women are not allowed to drive cars or keep their own passports in Saudi Arabia, for example. It is very difficult for a woman to go to school or even leave her home without a male relative escorting her in parts of Pakistan and Afghanistan.

In fact, life for Muslim women in the U.S. is so different that they say they're not sure whether to accept the sudden opportunities they have here, or reject them for fear that it doesn't fit within their religious followings.

"In our religion it's forbidden to listen to music and there’s some areas that we stay away from ... because we don’t listen to music," said Fakhreddine.

Also under Islam, it's acceptable for a man to have up to four wives at a time. While that's illegal in the United States, Islamic leaders say the religion designates the man as the head of the household.

"The big decisions are from the husband. Actually, we have to discuss everything with them," says Umia Mustafa, who moved here from Pakistan 10 years ago, after her parents arranged her marriage to a Pakistani man already living here.

She says in her religion, no matter where it’s practiced, there's no question who is in charge.

And sometimes clashes of cultures can have deadly consequences.

Last month, Buffalo resident Aasiya Hassan, 37, was found decapitated after she had been complaining to police about domestic violence. Her husband, Muzzammil Hassan, was charged with the crime.

While Muslim leaders caution against stereotypes and point out that domestic violence happens in all cultures, some women's rights leaders worry that Islam is being used to justify violence against women.

"The typical Muslim man, they always are very overprotective, they're very controlling over the women. They're not allowed to do this, they're not allowed to do that," says 23-year-old Fai Oman, who was born in Yemen.

She says she feels lucky to be living in the West because she has more freedom and security than she would have in her home country.

Taking on Western viewpoints and a less traditional look makes Oman stand out in the typical female Muslim community. She dresses in jeans and a low-cut sweater. Her dark hair is highlighted with blonde streaks, and her eyes are colored with bright blue shadow.

Some Islamic leaders fear women like Oman will become more common and that Western culture will have too much influence over generations of Muslim women who grow up and live in America.

"It does worry me because it's improper behavior [that] does lead to ... harm to the female," said Yemen native Sakainah Faleh, a teacher who tutors young Muslim girls in the proper ways of Islam.

She's concerned about Muslim women straying too far from the religion, she says.

But Muslim leaders like Amina Aharif, from the Council on American Islamic relations (CAIR), say that with so many women coming here from multiple Muslim countries, there are already different viewpoints and traditions influencing them.

Each comes to the United States with her own versions of cultural and religious practices, she adds.

"Just like America is a melting pot for people from all over the world, it is a melting pot for Muslims from all over the world," said Aharif. "It is such a diverse community."


Source: FoxNews




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